LA FAMIGLIA

Le scienze umane e sociali pur avendo definito la famiglia come un gruppo di persone legate da vincoli di parentela e affetto che condividono la stessa abitazione, hanno riconosciuto che tale definizione è parziale e generica, perché non esaustiva.

Dare una definizione di famiglia oggi è difficile perché essa è una realtà dal carattere multidimensionale cioè un ambito di vista dalle molte sfaccettature e caratteristiche

FAMIGLIA ESTESA E FAMIGLIA NUCLEARE

Nel corso della storia, la famiglia si è  evoluta e modificata in relazione al contesto sociale di riferimento.

Fino all’epoca dell’industrializzazione esisteva la famiglia estesa e la famiglia nucleare, quando la struttura famigliare ha subito delle modificazioni e si è passati da un’organizzazione domestica estesa a una  caratterizzata da un solo nucleo famigliare.

La famiglia estesa è un gruppo famigliare costituito da più nuclei e da più generazioni di persone che vivono insieme.

La famiglia nucleare è un gruppo famigliare costituito da un uomo e una donna che si sposano e stabiliscono la residenza coniugale.

IL MATRIMONIO

La scelta di 2 persone di formare un nuovo nucleo famigliare ufficializzano questa scelta con il vincolo di matrimonio che può essere civile o religioso:

  • dal punto di vista del diritto, il matrimonio è un negozio giuridico cioè un libero atto che dipende soltanto dalla volontà dei contraenti, ma anche risulta sottoposto alle regole di legge;
  • dal punto di vista antropologico, il matrimonio è un rito di passaggio, ossia una cerimonia che sansisce il passaggio da una condizione a un’altra dove l’aspetto rituale assume forme diverse a seconda della cultura di riferimento.

LE ATTUALI TRASFORMAZIONI DELLA FAMIGLIA

Negli anni Sessanta del Novecento e poi sempre più nel corso degli anni Settanta, in Europa emergono nuovi modi di “fare famiglia” e di concepire sia la vita di coppia sia il matrimonio.

Tali trasformazioni sono imputabili a diversi fattori tra cui:

  • l’aumento delle separazioni e dei divorzi (in Italia la legge sul divorzio è del 1970), indice del fatto che il matrimonio risulta ormai un’istituzione in crisi rispetto alle epoche precedenti;
  • la riduzione del numero di matrimoni e parallelamente, l’aumento delle varie forme di convivenza;
  • il notevole calo delle nascite conseguente alla progressiva diminuzione del numero di figli per donna.

LE TIPOLOGIE FAMIGLIARI

A causa dell’aumento delle separazioni e dei divorzi, della riduzione del numero di matrimoni, dell’aumento delle forme di convivenza e de notevole calo delle nascite, la famiglia oggi si è modificata profondamente dando vita a diverse tipologie famigliari.

Le principali tipologie famigliari sono:

  • la famiglia monoparentale, composta da un solo genitore e da uno o più figli;
  • la famiglia ricostituita, è un nucleo famigliare che si forma in seguito a seconde nozze, composta da coniugi risposati dai loro figli e da quelli eventualmente nati dalle precedenti unioni (divorzi e vedovanza);
  • le famiglie unipersonali, sono famiglie formate da una sola persona, vedovi, separati, divorziati,ma una categoria in crescita è quella dei single per scelta cioè giovani benestanti e di livello culturale medio-alto che lasciano la famiglia d’origine senza costituirne una propria;
  • la famiglia lunga, è una famiglia formata dal padre e/o dalla madre e dai figli che anche una volta adulti continuano a vivere nella casa dei genitori;
  • le famiglie di fatto, sono famiglie di conviventi non sposati o per scelta o perchè in attesa di contrarre matrimonio sono dette anche “unioni di fatto” ;

DUE PARTICOLARI FORME FAMIGLIARI

Per tutelare i minori che vivono situazioni precarie e/o di maltrattamento nella società esistono 2 forme famigliari:

  • l’affidamento è un provvedimento temporaneo per aiutare i minori che vivono all’interno di grave difficoltà : per un tempo più o meno lungo a discrezione del giudice, il bambino è inserito in una nuova famiglia oppure affidato a singole persone o a comunità di tipo famigliare.
  • l’adozione al contrario dell’affidamento è un provvedimento permanente, in cui si crea un legame definitivo di filiazione legittima (genitore-figlio) tra persone che non sono tra loro parenti.

LE FUNZIONI DELLA FAMIGLIA

Le principali funzioni della famiglia che deve assolvere nei confronti dei figli sono:

  • le attività di cura  fisica e protezione;
  • la costruzione dei legami affettivi: attraverso i primi rapporti affettivi che il bambino acquista sicurezza su di sé;
  • l’apertura ai rapporti sociali: grazie ai genitori, ai fratelli, ai nonni, ai parenti, il bambino sperimenta le relazioni con gli altri;
  • la trasmissione di linguaggio e conoscenze;
  • la trasmissione di norme, usi e valori: il primo riguarda le regole che vengono trasmesse dai genitori ai figli, il secondo riguarda le abitudini che si acquisiscono in famiglia, il terzo riguarda i fini e le mete che riconosciamo come capacità di orientare e dare un senso alla nostra vita.

I MODELLI COMPORTAMENTALI E COMUNICATIVI

All’interno della famiglia si realizzano alcuni tipi di relazione e di comunicazione che danno vita a diversi stili educativi: lo stile autoritario, lo stile permissivo, lo stile trascurante e lo stile democratico.

Lo stile autoritario è un modello di comportamento in base al quale il genitore educa i suoi figli e dettando norme di comportamento indiscutibili e rigide.

Questo stile rappresenta un elevato controllo della situazione e una scarsa accettazione del punto di vista dei figli.

Lo stile autoritario rende i figli molto obbedienti, ma poco responsabili e curiosi verso gli altri o in alcuni casi particolarmente collerici e provocatori.

Lo stile permissivo è un modello in base al quale il genitore lascia i figli liberi di fare quello che vogliono.

Il genitore permissivo ha un elevato grado di accettazione: è affettuoso, protettivo, pieno di attenzioni, tende a evitare al figlio ogni difficoltà e a farsi sottomettere da lui.

Il controllo della situazione è minimo e le regole sono scarse e incoerenti.

Lo stile permissivo rende i figli poco responsabili e impulsivi.

Lo stile trascurante è un modello in base al quale i genitori non si interessano ai figli: si mostrano freddi e distaccati, ignorano le esigenze e le necessità di base ai figli, non considerano ciò che dicono o ciò che pensano, mostrano scarso interesse e non li aiutano a decifrare le regole del vivere comune.

Tale modello rende i figli poco maturi, incapaci di controllare le proprie reazioni e privi di autostima.

Dal punto di vista economico possono subire maltrattamenti o condizioni di grave disagio sociale.

Lo stile democratico è un modello in base al quale il genitore ascolta molto i figli e discute con loro le regole di comportamento perché vuole che ne capiscano il significato e l’utilità.

Il genitore nello stesso tempo è autorevole e rispettato e ha livelli alti sia di accettazione, sia di controllo e si interessa attivamente di tutti gli aspetti della vita famigliare.

Questo modello di comportamento rende i figli : responsabili, sensibili e dotati di buon livello di autostima.

Il modello democratico, oggi è comunemente giudicato preferibile perché ha i suoi presupposti nel clima famigliare sereno, nel dialogo e nell’educazione, alle emozioni che sono le tre importanti risorse educative.

L’IMPORTANZA DEL CLIMA FAMIGLIARE E DEL DIALOGO

Il clima che si respira in famiglia condiziona fortemente lo sviluppo emotivo, cognitivo e sociale dei figli.
I figli sono persone e come tali meritano rispetto: del loro punto di vista, dei loro oggetti e dei loro interessi.
A seconda del clima famigliare presente, i figli sviluppano alcuni comportamenti piuttosto che altri:

  • Il clima improntato all’affetto e al reciproco rispetto, in cui i genitori sono affettuosi, solleciti e disponibili, fa sì che i figli crescano meglio, abbiano un’autostima più alta instaurino più facilmente rapporti sociali e ottengano migliori risultati scolastici;
  • Un clima famigliare freddo o addirittura ostile rende i figli insicuri e li predispone alla depressione;
  • Un clima noncurante oppure indifferente produce nei figli disorientamento, umiliazione o rabbia.

L’EDUCAZIONE ALLE EMOZIONI IN FAMIGLIA

L’intelligenza emotiva è un tipo di intelligenza volta alla conoscenza e alla valorizzazione delle emozioni.
Le basi importanti dell’intelligenza emotiva sono:

  • Conoscere le proprie emozioni;
  • Saperle gestire nelle relazioni sociali;
  • Riconoscere e condividere le emozioni degli altri;

 

Precedente LA SCUOLA Successivo LE SCIENZE UMANE E SOCIALI